Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 29-01-2003 Data: mercoledì 29 gennaio 2003 7.50 Buongiorno a tutti... e a più tardi! Giuseppe -------------------------------------------------------------------------------- LA POPSTAR Il cantautore fa tappa questa sera al teatro Colosseo "Sarà un concerto elettrico, con uno sfondo di lampadine" ARRIVA IL JOKER Grignani: "Quando esordii a Torino..." lo stile Mi sento a metà tra la canzone d´autore e il rock. Ma come Baglioni proprio no di Alberto Campo Sorride dai manifesti che tappezzano i muri della città, Gianluca Grignani mascherato da Joker. Annuncia così il concerto odierno al Colosseo (ore 21, ultimi biglietti in vendita alla cassa del teatro dalle 20 a cifre variabili fra 25.50, 20 e 15 euro), primo di un trittico piemontese che lo condurrà al Palasport di Boves (sabato) e al Coccia di Novara (martedì). The Joker: come il suo fan club ufficiale, che prende nome da una canzone inclusa in Campi di popcorn. Gli domandiamo come mai quella simbologia abbia finito per rappresentarlo...«Ci sono cose che hai dentro ed escono fuori un po´ alla volta: la figura del Joker mi piace da quando ero piccolo e mi ci riconosco - un po´ come se fosse il mio alter ego». Prevalentemente teatri nel tour in corso: non è stato però un pretesto per staccare la spina, com´è capitato ad altri suoi colleghi. Perché?«A me piace andare contro corrente: sono fatto così. L´idea di un concerto "plugged" in teatro non è nuova: David Bowie, i Doors... Lo spettacolo è stato pensato per quel contesto: rende anche nei palazzetti, ma la sua dimensione è teatrale». Oltre a esserne protagonista, ha voluto curarne personalmente la scenografia: per raggiungere che scopo?«L´effetto è molto psichedelico: entrando, si vede in fondo un muro di lampadine e nel mezzo un lampadario a forma di sole. È una sensazione elettrica. Così come il concerto: suonare elettrico resta l´espressione più moderna e interessante che ci sia. Anche se poi verso metà c´è un momento acustico: La mia storia, Tra le dita, Falco a metà, Uguali e diversi...». Un verso di quest´ultima dice: «Della guerra sono stanco». Che effetto fa cantarla sapendo che la guerra è dietro l´angolo?«La gente la vive con intensità: è una frase che lascia il segno. La mia generazione ha la guerra nei cromosomi: non l´ha provata direttamente, ma la subisce psicologicamente, perciò ne è stanca. È una canzone di speranza...». Gira voce che il disco recente, Uguali e diversi appunto, sia la sua prova di maturità. È vero?«All´inizio c´era chi diceva che la mia musica non avrebbe avuto futuro, ma non è stato così. Le stesse persone, rimangiandosi quelle affermazioni, si trovano a dover dire adesso: "Questo è l´album della maturità". Cazzate. Se fossi maturo, cadrei dall´albero». Quanto ha influito sulla sua crescita, nel bene e nel male, il botto iniziale con Destinazione paradiso?«Sicuramente mi ha fatto bene, perché mi ha cambiato la vita. E forse un po´ mi ha dato alla testa, ma meno di quanto si creda. Su quella storia ci hanno mangiato in tanti, giornalisti e discografici: ero vittima del gossip. Ma, non essendo uno di quei fantocci che durano una stagione e poi spariscono, eccomi ancora qui». Magari qualcuno ricorda ancora la sua prima apparizione torinese, al Big Club. Sembrava di avere di fronte un ibrido fra Claudio Baglioni e Kurt Cobain...«Era il primo concerto in assoluto: c´era anche mio padre... Ma no, Baglioni no! Semmai Battisti o Vasco... Però è vero, sto in mezzo fra i due estremi: la canzone d´autore e il rock. Sono figlio dei miei tempi, quelli in cui la musica non può essere più divisa in categorie rigide».Pensa di ripetere, prima o poi, l´esperienza cinematografica fatta in Branchie, film di Francesco Martinotti tratto dall´omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti?«Magari sì, anche se adesso sono concentrato sulla musica: sta per uscire il disco in Francia e in Germania. Dovesse capitare un´occasione interessante, meglio se non da protagonista, ne approfitterei: mi piacerebbe, credo di avere una faccia che al cinema funziona». Ma come la mettiamo col Fiasco d´Oro che le venne assegnato per quella parte, quale peggior attore protagonista?«Questa proprio non la sapevo... Strano: quel film non l´ha visto quasi nessuno, è stato bloccato dai guai di Cecchi Gori...». Fonte: "La Repubblica" --------------------------------------------------------------- RICEVI QUESTA NEWSLETTER PERCHE' SEI ISCRITTO A DOMEUS.IT - Home for Communities --------------------------------------------------------------- Per cancellarti da questo gruppo clicca su http://www.domeus.it/public/unsubscribe.jsp?tsp=1043823026343&gid=303268&uid=18020502&sig=MINBIFAFBAEHKKPB L'utilizzo di domeus è definito dai Termini e Condizioni di eCircle Srl: http://www.domeus.it/info/terms.jsp